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Ettore Lo Fusto

Ettore lo fusto è un film del 1972 diretto da Enzo G. Castellari e tratto dal romanzo Le roi des Mirmidous (1966) [1] di Henri Viard e Bernard Zacharias, a sua volta rielaborazione, in chiave comica e ambientata ai giorni nostri, dell’Iliade di Omero.

Dietro la facciata di una pia istituzione, il cardinale Giove fa speculazioni edilizie e chiede aiuto al suo segretario Mercurio per cercare di impossessarsi di un terreno sul quale dovrebbe sorgere un complesso residenziale per ricchi, di proprietà di Ettore Lo Fusto. Ettore non vuole cedere il suo terreno poiché lì ha trasformato una villa in un bordello di lusso. Mercurio escogita un piano: coinvolgere i fratelli Menelao e Agamennone Due Re, diretti concorrenti di Ettore, in una guerra privata. La bella Elena, moglie libertina di Menelao, viene apparentemente sedotta dal bellimbusto Paride. Consigliati da Ulisse, i due fratelli organizzano la vendetta: assaltare la villa di Ettore, Che risulta essere però ben difesa, tanto che la prima volta i due fratelli e la loro banda non cavano un ragno da un buco.

Grazie all’aiuto di Achille, che ha perso l’amico Patroclo in una gara motociclistica con Ettore, i due fratelli espugnano la villa, non prima di aver visto il loro locale distrutto proprio da Achille.

Nell’assalto, Ettore finisce in un blocco di cemento che diventerà la prima pietra del complesso residenziale sorto sui suoi terreni, complesso inaugurato da Giove e Mercurio. Elena si consolerà con un onorevole, mentre Ulisse tornerà in Sicilia.

Saporosa variatio nel cinema di Castellari, che costruisce una commedia con venature satiriche sulla trama della guerra di Troia, pur senza rinunciare alle sue inconfondibili scene d’azione (botte, inseguimenti, sparatorie) condotte dall’energumeno Michael Forest-Achille e dai suoi Mirmidoni motorizzati. Sopraffino e divertito il cast all-stars, in cui la fanno da padrone l’intrallazzatore Salce, l’austero De Sica, il callido Giannini-Ulisse e i due imbranati re Giuffrè-Agamennone e Caprioli-Menelao; tra gli avventori dell’osteria di questi ultimi, anche l’ex bambino di Germi Edoardo Nevola.

Bella compagnia d’attori che coinvolge (Caprioli, Giuffré e Salce sopra tutti), molti purtroppo non più fra noi. Impagabile Giancarlo Prete nel ruolo di un Patroclo gay (detto “Clo-Clo”) doppiato da Pino Locchi con voce acconcia!

Il film fu re-distribuito anni dopo re-intitolato Il drittone e con la pubblicità incentrata su Giancarlo Giannini (che all’epoca della prima distribuzione non era ancora molto famoso e nel film non interpreta affatto il ruolo da protagonista) come se fosse lui l’interprete principale.

Un’altra curiosa presenza è quella del noto playboy Gigi Rizzi nel ruolo di Polite.

Da notare il nome dell’attore spagnolo Juan Luis Galiardo (interpreta Paride) che, per ovvi motivi legati a una possibile ironia sul suo nome (almeno in ambito “romano”) all’epoca fu leggermente modificato, su taluni manifesti e in alcuni titoli, in Juan Luis Gallardo (sic!).

Le musiche, scritte dal Maestro Francesco De Masi furono eseguite dal gruppo Il Punto, con Stefano D’Orazio alla batteria; D’Orazio diventerà batterista dei Pooh poco tempo dopo la fine dell’incisione della colonna sonora.

La critica dell’ epoca disse: «Tra le varie canzonature della guerra di Troia, questa è un po’ sbracata ma non manca di divertire per la sua dissacrante iattanza, per il suo sfacciato piglio farsesco, per il chiassoso e spassoso istrionismo dei vari interpreti. Una maggior finezza non avrebbe guastato; ma, dato l’ambiente, sarebbe improprio chiederla. Parecchi tra gli interpreti vanno sopra le righe, tuttavia l’Ulisse di Giannini, l’Ettore di Leroy, il Mercurio di Salce, il Giove di De Sica, il Menelao di Caprioli, la Cassandra della Valeri, l’Agamennone di A. Giuffré, sono resi con particolare esibizionistica ironia. Una lode a sé merita la spiritosa Elena (in hot-pants o in minigonna) di Rosanna Schiaffino»

VILLA LA TROIKA
Villa La Troika, la dimora che Ettore Lo Fusto (Leroy) ha trasformato in un bordello di lusso e che il cardinal Giove (De Sica) vorrebbe espropriare per demolirla e costruirvi al suo posto un complesso residenziale per ricchi, ha tripla natura.

IL CORPO DELLA VILLA
Il “corpo” della villa è quello di Villa Borghese, situato in Via Gramsci a Nettuno (Roma) e già utilizzata in Cinque marines per cento ragazze.

Solo che, quando è ripresa da più lontano, Villa Borghese è stata successivamente “fotomontata” sui resti della villa romana di Torre Astura (sempre in quel di Nettuno), collocata proprio di fronte all’omonimo castello, pure gratificato da qualche inquadratura

INGRESSO E INTERNI
Portone d’accesso e interni sono, però, quelli della multilocation Villa Parisi di Frascati (Roma)

Il palazzo nel quale abita il cardinal Giove (De Sica) è il Castello Odescalchi di Bracciano (Roma):

Il motel Due Re, che i proprietari, i fratelli Menelao (Caprioli) e Agamennone Due Rue (Giuffrè), trasformeranno in un bordello consigliati dal conte Mercurio (Salce), segretario del cardinal Giove (De Sica), che così intende rubare clienti a Villa La Troika e farla fallire, affinchè i terreni divengano proprietà del prelato, si trova in Via della Magliana a Roma e oggi è un ristorante:

Il muro contro il quale, durante l’inseguimento all’auto sulla quale viaggiano Elena (Schiaffino) e il suo corteggiatore Paride (Galiardo), va a schiantarsi la vettura dei fratelli Due Rue (Menelao / Caprioli era il marito di Elena) è il basamento del terrazzo circondante il Palazzo della Civiltà Italiana, situato in

Quadrato della Concordia a Roma e noto anche come “Colosseo Quadrato”. Il palazzo si vede, anche se per poco, in una scena precedente, quando una cinquecento gialla discende dalla rampa che poi farà da “trampolino” all’auto di Caprioli, proveniente (2° fotogramma) da Viale Pasteur

La piazza dove Ulisse (Giannini), il barista del motel Due Re, propone ad Ettore (Leroy) di risolvere la questione che lo opponeva ai suoi datori di lavoro “alla maniera degli Orazi e dei Curiazi” è Piazza Mattei a Roma:

In questa stessa piazza è stata girata anche la scena della partenza della gara motociclistica tra Ettore e Patroclo (Prete). L’edificio che si vede nello sfondo del fotogramma è quello a destra nella foto di oggi precedente.

Dopo la partenza da Piazza Mattei, le due moto imboccano strade diverse per ritrovarsi in Via dei Funari dove, all’altezza della chiesa di Santa Caterina dei Funari, si scontrano e i due centauri cadono a terra, mentre Patroclo estrae per la prima volta il coltello.

Subito dopo i due lasciano Via dei Funari imboccando Via dei Delfini (la strada a sinistra nel fotogramma precedente) e a questo punto assistiamo ad un salto nello spazio di quasi un chilometro poiché nell’inquadratura successiva li vediamo scendere giù per la Scala Borgia…

Sfiorato il vicino Circo Massimo le due motociclette si lanciano giù per la discesa di Via del Velabro, che le conduce proprio davanti alla chiesa di San Giorgio al Velabro.

Il parcheggio dove Ulisse (Giannini) tenta di rubare un’auto da regalare a Ettore (Leroy) ma con l’intenzione di utilizzarla come “cavallo di Troia” per permettere ad Achille (Forest) di penetrare in Villa La Troika e di vendicare l’uccisone del suo socio Patroclo (Prete) si trova a lato di Viale America a Roma

Titolo originale Ettore lo fusto
Paese di produzione Italia
Anno 1972
Durata 109
Genere commedia
Regia Enzo G. Castellari
Soggetto Henri Viard, Bernard Zacharias (romanzo)
Sceneggiatura Enzo G. Castellari, Sandro Continenza, Lucio Fulci, Leonardo Martín
Casa di produzione Empire Films
Distribuzione (Italia) Fida Cinematografica
Fotografia Guglielmo Mancori
Montaggio Vincenzo Tomassi
Musiche Francesco De Masi, eseguite da Il Punto
Scenografia Alberto Boccianti

Interpreti e personaggi

Vittorio Caprioli: Menelao
Vittorio De Sica: Cardinal Giove
Giancarlo Giannini: Ulisse “il drittone”
Michael Forest: Achille
Aldo Giuffré: Agamennone
Philippe Leroy: Ettore
Juan Luis Galiardo: Paride
Gigi Rizzi: Polite
Haydée Politoff: Criseide
Giancarlo Prete: Patroclo, detto Clò-Clò
Rosanna Schiaffino: Elena
Luciano Salce: Conte Mercurio
Franca Valeri: Cassandra
Gianrico Tedeschi: Priamo
José Calvo: il dottore

Ferruccio Amendola: Achille
Giuseppe Rinaldi: Ettore
Rita Savagnone: Elena
Michele Gammino: Paride
Elio Zamuto: Polite
Germana Dominici: Criseide
Pino Locchi: Patroclo, detto Clò-Clò
Carlo Romano: il dottore

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